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Le origini della ceramica [2/3]
In
epoca Protostorica si assiste a una profonda evoluzione
della tecnologia ceramica grazie a due invenzioni
fondamentali: la prima è il tornio; la seconda,
la produzione di una vernice adatta a rivestire la
superficie dei vasi.
Un lento progresso riguarda anche le fornaci, che
si fanno più complesse per la presenza di una
parte anteriore "a tunnel", grazie alla
quale si ottengono temperature più elevate
sino a 800-900 gradi.
Si crede che già verso il 3250 a.C. i Sumeri
abbiano introdotto il tornio nella lavorazione della
ceramica., verso il 200 si diffuse in tutto il mediterraneo
l'uso di questa macchina che consentiva una rapida
fabbricazione degli oggetti con forma circolare. A
differenza del tornio medievale, quello dell'Antichità
veniva mosso non dal piede del vasaio ma da un altro
operaio.

La
ceramica dipinta che si diffuse a creta era una pittura
vascolare di colore scuro, ottenuta con un pigmento
composto da argille ad alto contenuto di ferro.
Se nelle camere di cottura della fornace non circola
abbondante ossigeno, e il minerale contenuto nel pigmento
trasformandosi in ossido ferrino, tende ad annerire
questa pittura vascolare di colore scuro trova impiego
nelle città micenee, che verso il 700 A C viene
detta tecnica a vernice nera con prevalenza di figure
geometriche e si distingue da quella a figure rosse,
che consiste nel colorare le parti che circondano
le figure realizzando una sorte d'immagine in negativo
sullo sfondo nero.
Nel periodo dell'alto medioevo circolano quasi esclusivamente
ceramiche grezze, prive di rivestimento e la mancanza
di un mercato più ampio determina la nascita
di produzione e tradizione regionali.
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